4a edizione per Gran Paradiso Dal Vivo: il festival del Teatro in Natura

Scritto il 21 Luglio 2021

Dal 26 agosto al 12 settembre quarta edizione per Gran Paradiso Dal Vivo, il festival del Teatro in Natura, con 10 spettacoli emozionanti e coinvolgenti nelle valli piemontesi del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Organizzato da Compagni di viaggio, finanziato e promosso dal Parco Nazionale Gran Paradiso, con il patrocinio della Città metropolitana di Torino, in collaborazione con Turismo Torino e Provincia e con il contributo dell’Unione Montana Gran Paradiso, dell’Unione Montana Valli Orco e Soana, della Fondazione CRT, di IREN e di SMAT, vede la direzione artistica di Riccardo Gili.

La rassegna che si svolgerà nei comuni di Alpette, Ceresole Reale, Locana, Noasca, Pont Canavese, Ribordone, Ronco Canavese, Sparone, Valprato Soana vedrà per questa edizione nuovi luoghi dove gli artisti potranno esibirsi come il parco della Torre Tellaria a Pont Canavese, il Pian dell’Azaria, la Vi Viei di Pezzetto e la salita alla borgata Sassa a Noasca.

“Questa 4° edizione di Gran Paradiso dal Vivo, segna la ripresa verso la piena normalità dopo la drammatica emergenza sanitaria dovuta alla pandemia. – afferma Italo Cerise, presidente del Parco Nazionale Gran Paradiso – Il Festival è lieto di riaprire all’incontro tra le persone e il teatro con una rassegna immersa nella natura delle valli piemontesi del Parco. Caratterizzate da ambienti straordinari, ricchi di biodiversità, le valli sono lo scenario perfetto per il programma, che vedrà impegnate compagnie di altissimo livello e che esalta la riscoperta dell’antico legame tra Uomo e Natura, sempre più attuale per la sopravvivenza dell’umanità. Il Parco, alla vigilia dei cento anni di vita, e le Unioni Montane del versante piemontese sostengono l’iniziativa e i suoi valori e vi invitano a lasciarvi coinvolgere e trasportare da questo viaggio tra natura, cultura e riflessione.”

La nuova edizione del festival è ricca di presenze e generi nuovi – dice il direttore artistico Riccardo Gilinella costante e inesauribile ricerca di una relazione armonica con lo spazio, la natura e il pubblico. Ogni anno il parco ci si disvela come un palcoscenico, una platea, insomma un teatro naturale che al mattino si apre e alla sera scompare, nel quale portare la magia dello spettacolo in eventi unici e sempre diversi. Quest’anno si aggiunge anche un nuovo luogo, il parco della Torre Tellaria a Pont Canavese, ricco di storia e luogo paesaggistico di grande bellezza, ma scopriremo anche come sedi degli spettacoli nuovi spazi naturali, quali il Pian dell’Azaria (il luogo più bello del mondo per Rigoni Stern) o la Vi Viei di Pezzetto o ancora la salita alla borgata Sassa a Noasca. I sensi dello spettatore, attraverso la mediazione dell’artista, scoprono e riscoprono la natura e attraverso il suo sguardo danno un nuovo senso e una più ampia prospettiva ad ambienti ricchi di nuove suggestioni. Anche quest’anno il festival si articola in tre sezioni: “TeatroNatura®” – asse portante delle precedenti edizioni, con gli spettacoli della Compagnia O Thiasos TeatroNatura® diretta da Sista Bramini, “Senza quinte e sipario” – spettacoli che si possono collocare negli spazi del parco senza la necessità di una sala teatrale, “Questo parco è uno spettacolo!” – eventi pensati per un pubblico di famiglie in stretto dialogo con il territorio.”

 

Gli ambienti del Parco, con la loro straordinaria biodiversità saranno quindi il palcoscenico dove si esibiranno artisti e compagnie provenienti da tutta Italia verso una riscoperta del legame tra uomo e natura.

Novità della rassegna un esperimento in campo teatrale unico in Italia per uno studio scientifico sulla biofilia, cioè l’istinto proprio dell’uomo a relazionarsi con il mondo naturale e da cui scaturisce uno stato di benessere psico-fisico. Chi vorrà tra gli spettatori potrà infatti indossare un caschetto misuratore delle onde cerebrali e fornire i dati per il progetto internazionale di Thalea, un’organizzazione che lavora da anni sulla misurazione da parte di neuroscienziati, delle onde cerebrali in stato di immersione e contemplazione. Lo studio si inserisce nell’ambito della collaborazione del Parco Nazionale Gran Paradiso con l’Università della Valle d’Aosta.

Programma

  • Si comincia con una ouverture fuori Parco presso il Castello di Masino giovedì 26 agosto alle ore 18 con un incontro sul  tema “Tutto è connesso: la bellezza nell’arte e nella natura” con la partecipazione del FAI, del Parco Nazionale Gran Paradiso e di Thalea.  Nell’occasione verrà presentato l’intero programma del Festival a cura dei Compagni di viaggio.
  • Alle 21 di giovedì 26 agosto sempre presso il Castello di Masino, nella splendida tenuta del FAI andrà in scena lo spettacolo “La montagna vivente” della compagnia Casa degli Alfieri con Lorenza Zambon e la musica dal vivo di Marco Remondini. Lo spettacolo è tratto dal testo omonimo di Nan Sheperd (1893-1981) «Il libro più bello che sia mai stato scritto sulla natura e il paesaggio» secondo The Guardian. “Adesso, credo, capisco almeno un poco – scriveva la scrittrice scozzese – perché il buddhista si reca in pellegrinaggio su una montagna.  Il viaggio stesso fa parte della tecnica attraverso cui si ricerca la divinità. È un viaggio dentro l’Essere; perché mentre penetro più in profondità nella vita della montagna, penetro anche nella mia. Per un’ora sono oltre il desiderio. Non è estasi, non è quel balzo fuori dal sé che rende l’uomo simile a un dio. Io non sono al di fuori di me ma dentro di me. Sono. Conoscere l’Essere. È questa l’ultima grazia accordata dalla montagna.”
  • Il primo spettacolo nel Parco è profondamente legato all’ambiente e alla cultura del territorio e avrà infatti luogo sabato 28 agosto al Pian dell’Azaria (il posto più bello del mondo per Mario Rigoni Stern) il pianoro nel cuore del Parco, raggiungibile con 40 minuti di cammino da Campiglia, dove ci si ritroverà alle 15,30 per partire per l’escursione. Giunti a destinazione andrà in scena in prima assoluta “Piccoli Paradisi – Brevi atti di geografia teatrale. Narrazione, canto e musica nella natura della Val Soana. Seconda tappa.” Con Valentina Turrini e Veronica Pavani Regia di Sista Bramini uno spettacolo della compagnia romana OThiasos TeatroNatura (che gli spettatori del Festival hanno imparato ad amare) ispirato da storie raccolte dalle attrici proprio in Val Soana.  Piccoli Paradisi è la seconda tappa di un progetto teatrale, filmico ed editoriale in via di realizzazione. Uno spettacolo adatto a tutti. Il pubblico che attraversa i luoghi che hanno ispirato le fiabe, in questi racconti ne riconosce i dettagli, l’atmosfera e il genius che li abita. Le storie rappresentante saranno “Girometta dell’Azaria” di e con Valentina Turrini (una ragazzina che guarda le vacche nel pian dell’Azaria, ascolta gli echi delle montagne che la circondano e nel vento sente i sospiri di chi non c’è più. Un miracolo purissimo cambierà la sua valle) e “Basilio”  di e con Veronica Pavani (un giovane margaro che in paese, come suo padre e suo nonno, è chiamato il “superbo”. Vive con la sua mandria nei monti sopra Pianprato, solo e isolato dagli altri. Vorrebbe aprire il suo mondo e il suo cuore ma non sa come fare. Una terribile alluvione e segni misteriosi gli indicheranno la strada.)
  • Domenica 29 agosto torna l’esperienza straordinaria di uno spettacolo all’alba alla Rocca arduinica di Sparone, che tanto aveva emozionato il pubblico nella scorsa edizione. Il ritrovo sarà alle 5,30 del mattino in Via Arduino a Sparone presso la strada pedonale di accesso alla Rocca, questa volta lo spettacolo è “Demetra e Persefone” sempre di O Thiasos TeatroNatura® dall’Inno Omerico a Demetra dell’VIII sec. a.C. con Sista Bramini, Camilla Dell’Agnola, Valentina Turrini. Il testo è scritto e narrato da Sista Bramini. Demetra e Persefone è una narrazione di paesaggio. L’inno omerico narra il rapimento della Primavera nel regno di Ades, dio dei morti, e dell’inconsolabile ricerca di Demetra potente dea della natura. Grazie all’intensa interpretazione di Sista Bramini, attraverso il suono della parola, voce universale dell’anima, le radici della sapienza iniziatica di questo mito possono svelarsi. Nell’attraversare il paesaggio naturale all’alba, il pubblico, accompagnato nelle tappe del racconto dai vibranti canti polifonici della tradizione mediterranea di Camilla Dell’Agnola e Valentina Turrini, rivive la nascita mitica delle stagioni, fondendola con il drammatico passaggio dalla cultura matrilineare a quella patriarcale.
  • Sempre Domenica 29 agosto ma alle 15,30 a Ceresole Reale con ritrovo presso la centrale idroelettrica IREN in Borgata Villa andrà in scena nella natura, sulle rive del lago di Ceresole, “Athene Noctua – La Civetta” Spettacolo Concerto con Sista Bramini nel poemetto “La Civetta” di Giovanni Pascoli con il Trio ViolaContraKora (Camilla Dell’Agnola alla viola, Daniele Ercoli al contrabbasso, Silvia Balossi alla kora). In una piazza assolata di fronte al carcere di Atene, alcuni ragazzini del popolo hanno catturato una civetta e schiamazzando la tormentano. Su quella piazza si affaccia la prigione della città dove, in un interno ombroso, Socrate attorniato dai suoi discepoli in lacrime sta per bere la cicuta… Athene Noctua La civetta è uno spettacolo concerto che intreccia melodie tradizionali del mediterraneo, tra cui canti greci e grecanici, al poemetto La Civetta con cui Giovanni Pascoli con toccante vividezza racconta la morte di Socrate. In questi tempi drammatici, più che mai abbiamo bisogno di ciò che è essenziale. Il luogo della presentazione dello spettacolo diviene momento d’incontro elettivo in cui far risuonare le nostre radici poetiche e metafisiche e dove la nostra vita interiore può vibrare con quella di altri viventi. Tutto si fa musica e paesaggio ritrovato. E mentre l’anima di Socrate sciolta dai suoi limiti raggiunge “la notte immortale”, la civetta liberatasi dal laccio che la tiene prigioniera, fa risuonare il suo grido di libertà nel cielo stellato.  Tra i brani musicali anche l’epitaffio di Sicilo, una melodia frigia dell’antica Grecia ritrovata in Anatolia e considerata il più antico brano musicale completo.
  • Il Festival prosegue sabato 4 settembre ai Musrai la bella borgata sopra Alpette, ritrovo alle 18 per assistere allo spettacolo di Onda Teatro “Antartica” di Silvia Elena Montagnini e Bobo Nigrone con Silvia Elena Montagnini regia Bobo Nigrone. Questa è una storia vera. Un’avvincente narrazione che ci presenta la Spedizione Imperiale Trans-antartica avviata dal Regno Unito nel 1914 guidata da Sir Ernest Henry Shackleton. L’obiettivo era quello di raggiungere il Polo Sud, attraversarlo con le slitte trainate dai cani per poi essere recuperati dalla nave Aurora nell’altro lato del continente. La spedizione viene però bloccata dai ghiacci a migliaia di chilometri dalle più vicine terre abitate. Nel frattempo incombe e arriva il lungo inverno antartico: buio totale per mesi. Grazie alla forza e al coraggio del capitano che riesce a tenere insieme gli uomini, a trovare stratagemmi per sopravvivere nel corpo e nello spirito a situazioni estreme, che sfida onde alte fino a trenta metri con una scialuppa lunga sette per chiedere soccorso, tutti gli uomini torneranno in Inghilterra sani e salvi un anno e mezzo dopo.
  • L’appuntamento successivo è domenica 5 settembre alle ore 10,30 con ritrovo presso il Santuario di Prascondù a Ribordone. Assisteremo al concerto itinerante “Canto in natura” del Coro ArteMusica con Debora Bria direttore e Carlo Beltramo pianoforte e guida all’ascolto, un concerto del Coro di voci bianche e giovanile Artemusica con un programma musicale a cappella e con accompagnamento di pianoforte, che spazia dal Rinascimento alla musica contemporanea. Il Santuario della Madonna di Prascondù e i luoghi dell’apparizione mariana diventano il palcoscenico ideale per un evento musicale legato alla natura e alla spiritualità. Brevi guide d’ascolto introdurranno le musiche eseguite, creando un rapporto armonico ed empatico tra ascoltatore, musica e ambiente.
  • Sempre domenica 5 settembre con ritrovo a Molini di Forzo in Val Soana alle 15,30 per un suggestivo spettacolo che sarà ambientato lungo lo storico sentiero della Vi Viei a Pezzetto di Ronco Canavese “E io non scenderò più” liberamente tratto da “Il Barone rampante” di Italo Calvino, regia di Soledad Nicolazzi, una produzione Compagnia Stradevarie, Campsirago Residenza. Un percorso tra la terra e il cielo, l’infanzia e l’adolescenza, la realtà e la finzione, per scoprire le avventure di Cosimo Piovasco di Rondò, con il naso all’insù. Uno spettacolo itinerante, “arrampicato”, in cui i bambini scoprono le avventure di un ragazzino che vive sugli alberi. In scena l’attrice Soledad Nicolazzi con tutta la sua famiglia, tre giovani attori (Lidia, Elio e Mirto: 15, 12 e 10 anni rispettivamente) e il loro papà Matteo Serafin, tutti nei panni dei rampolli Piovasco di Rondò e degli improbabili personaggi evocati da Calvino. La narrazione si alterna a scene grottesche, buffe, poetiche, coinvolgenti: si racconta di com’è star sopra un ramo al tramonto e sentire il profumo delle magnolie e innamorarsi, per la prima volta, a undici anni. Di ladri di frutta, dell’incontro con il temibile Gian de Brughi, il brigante appassionato di libri. E di Cosimo Piovasco di Rondò, il ragazzino che viveva sugli alberi in un mondo tutto suo, ma che riusciva a stare con gli altri come nessuno. Uno spettacolo itinerante dove il suono della fisarmonica anima burattini di legno e dove gli attori raccontano la storia con semplicità e ironia. Uno spettacolo di teatro nella natura dove gli alberi accolgono le acrobazie, le voci e le musiche del racconto, in continua interazione con i bambini. Una storia da scoprire camminando.
  • Si prosegue con una nuova suggestiva location venerdì 10 settembre presso la medievale Torre Tellaria di Pont Canavese, il ritrovo sarà alle 20,30 presso la Torre e L’arte del vivere e del morire – Tragodìa Project” uno spettacolo del Lab Perm scritto e diretto da Domenico Castaldo con Domenico Castaldo, Ginevra Giachetti, Marta Laneri, Rui Albert Padul, Natalia Sangiorgio e Judit Beltri Pasinello, Marta Maltese, Zi Long Ying. Si nasce e si muore. Ora, come sempre. L’essere umano del terzo millennio prova terrore all’idea di invecchiare e di non essere più. La Madre Terra scorre, in un angolo del Cosmo, in un moto eterno e da sempre insegna al genere umano come liberarsi da queste paure. Per celebrare la relazione tra genere umano, Terra e Cosmo sono nati i riti di passaggio, segnati da danze, canti, preghiere, segnati dal Teatro insomma, dalla Tragodìa, un canto in simbiosi con la Natura. Uno spazio di riflessione sulla nostra natura umana, sulla nostra vulnerabilità e la capacità di redenzione dell’arte e dello spirito. Il lavoro evoca il mito del Minotauro e la figura di Arianna, e ci riporta all’interno di una vicenda che ci invita a trovare in noi e nell’ “umano”, in relazione all’inesplicabile, la fonte e la meta dell’esistere. Lo spettatore sarà condotto in un viaggio emotivo attraverso una sinfonia di canti a cappella. Sono canti originali, frutto di una lunga ricerca vocale in seno al LabPerm e legati a danze ed azioni fisiche capaci di generare trasporto empatico ed emotivo, il motore scenico della drammaturgia musicale. Il coro (corpo e voci) costituisce l’ambientazione vibratile, e si presenta come la polis senza parole che interroga i protagonisti attraverso il suono, ovvero attraverso l’emotività resa pura dalle armonie.
  • Sabato 11 settembre con ritrovo a Noasca alle ore 17,30 ecco “L’ombra del lupo” di Compagni di Viaggio, che avverrà sul sentiero che porta alla borgata Sassa. Da un’idea di Riccardo Gili e Diletta Barra, Regia di Marzia Scala con Diletta Barra e Riccardo Gili e la consulenza artistica di Marco Ferrero. Fine anni ’90, i primi branchi di lupi riappaiono dopo quasi un secolo sulle Alpi e una paura antica, che sa di fiabe e leggende, si riappropria di chi vive e frequenta le montagne. In un piccolo paese di montagna un pastore organizza una segreta caccia al lupo. Ma i suoi progetti sono ostacolati dalla presenza della nipote, convinta ambientalista. Uno spettacolo itinerante su una tematica attuale per il Parco, che coinvolge direttamente il pubblico in un percorso drammatico e ricco di sorprese.
  • Si chiude domenica 12 settembre a Locana, con uno spettacolo dedicato al Re Vittorio Emanuele, che ha dato origine alla riserva di caccia che si trasformerà poi nel primo parco d’Italia, il Parco Nazionale Gran Paradiso. Si tratta di “Il Re e la Rosina: un anno dopo” di Compagni di Viaggio, dove potremo assistere alle vicende del Re cacciatore e della sua amante, la Bela Rosin. Uno spettacolo di Riccardo Gili, regia: Marzia Scala, con: Alice De Bacco, Diletta Barra, Simone Frea, Alessandro Gays e Francesco Gargiulo. Ritrovo alle ore 15,30 presso la borgata Verné a Locana. Ancora una volta il re Vittorio Emanuele II cerca un po’ di pace dalla vita politica, rifugiandosi nelle sue amate montagne. Ma non c’è tregua quando si sta facendo la storia. Nella cornice di un Italia che si sta facendo, tra diplomazia ed esercito, tornano le passioni e gli amori del re e della sua Corte. Ritroviamo così la bella Brigida, il suo amato Artom, ora diplomatico a servizio di Cavour e il promosso Maggiore Incisa di Camerana. Cosa sarà successo nelle loro vite?

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