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Con la riapertura il Museo Garda proroga la mostra Vitrum. Dalla sabbia alla luce

Scritto il 01 Maggio 2021

Da lunedì 26 Aprile al Museo Garda si può nuovamente visitare la mostra “Vitrum. Dalla sabbia alla luce. Scienza, storia e arte del vetro dalla scoperta ai giorni nostri”. Un viaggio tra oggetti e opere d’arte in vetro che attraversano la storia dall’epoca romana alla contemporaneità.

Inaugurata l’8 Dicembre la mostra è stata prorogata dal 18 Aprile sino al 13 Giugno 2021. Le visite in presenza, in questi mesi, sono state precluse a causa dell’emergenza pandemica, ma l’esposizione è stata raccontata online attraverso video e immagini sui canali social del Museo Garda.

Realizzata con il contributo della Fondazione Guelpa, della Fondazione CRT e della Regione Piemonte vede la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Torino con il Museo Garda e il patrocinio di AIHV – Association Internationale pour l’Histoire du Verre, Comitato Nazionale Italiano.

La mostra è suddivisa in tre sezioni: la prima riguarda principalmente oggetti che coprono un arco temporale che va dall’epoca romana sino al medioevo, la successiva è dedicata alle vetrerie muranesi del secolo scorso e l’ultima espone opere d’arte di artisti contemporanei italiani e stranieri. I diversi pezzi esposti, provenienti da vari contesti, sono accostati ad alcuni dei preziosi beni conservati presso il Museo Garda.

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Credits: Museo Garda – Pagina Facebook

La mostra è anche l’occasione per presentare in anteprima alcuni preziosi oggetti rinvenuti recentemente nelle 44 tombe di epoca romana a Volpiano, paese a pochi chilometri dall’Abbazia di Fruttuaria di San Benigno Canavese. La necropoli romana è stata scoperta solo nel 2019 durante i lavori per la realizzazione di un parco fotovoltaico.

I corredi rinvenuti comprendono diversi reperti vitrei in buono stato e altri sono in corso di restauro; in occasione della mostra sono stati esposti i pezzi più notevoli, tra questi un corredo completo appartenuto ad una donna. In particolare si tratta di oggetti che venivano utilizzati per la cura del corpo come due balsamari (contenitori per profumi e unguenti) e un bastoncino tortile utilizzato probabilmente anche per raccogliere i preparati conservati nei piccoli contenitori di vetro. Molto interessanti alcuni balsamari esposti a forma sferica o di colombella, del primo secolo dopo Cristo e diffusi soprattutto in Piemonte, preziosi antesignani del moderno packaging, perché vere e proprie confezioni che rappresentavano il marchio di fabbrica del mastro profumiere. Chiude questa sezione, in ordine temporale, un calice realizzato con la tecnica decorativa della pittura a smalto su vetro tra la fine del XV e l’inizio del XV secolo concesso in prestito da Palazzo Madama Torino.

Nella seconda sezione, dedicata al vetro di murano, trovano posto le opere di Giuseppe Barovier veri e propri capolavori in miniatura, che, attraverso tecniche e modelli sviluppatisi lungo il corso del tempo, “raccontano” la storia le vetrerie muranesi. Sempre in questa sezione è esposto il vaso “Veronese” disegnato da Vittorio Zecchin, per la vetreria Cappellin – Venini, ispirato dal vaso dipinto nell’Annunciazione di Paolo Veronese.

Nell’ultima sezione pezzi unici di Luca Gnizio, Lino Tagliapietra, Laura de Santillana, Maria Grazia Rosin e Toni Zuccheri, l’opera “Razzle Dazzle Boat Panel” di Richard Marquis, “Stoppered bottle” di Yoichi Ohira e quelle di Tadao Ando. Gli ultimi due artisti creano una connessione con i 4 dipinti realizzati con la tecnica della pittura inversa su vetro, appartenenti alla collezione orientale del Museo, e sottoposti ad un recente restauro, così come ad altri pezzi in mostra permanente della stessa sezione.

È stata prorogata sino al 13 giugno anche la mostra temporanea Gianni Berengo Gardin e la Olivetti.

INFO E ORARI

  • Lunedì
    dalle 9.00 alle 13.00
  • Martedì
    dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 14.30 alle 18.30
  • Mercoledì
    dalle 9.00 alle 13.00
  • Giovedì
    dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 14.30 alle 18.30
  • Venerdì
    dalle 9.00 alle 13.00
  • Sabato
    dalle 15.00 alle 19.00
  • Domenica
    dalle 15.00 alle 19.00

Si ricorda che sabato 1 maggio il museo sarà chiuso per festività.

All’ingresso, seguendo il protocollo anti Covid, ai visitatori verrà richiesto di igienizzare le mani, verrà rilevata la temperatura e verrà fatta compilare un’autocertificazione.
Il museo è stato suddiviso in diverse aree. In ciascuna possono sostare al massimo 8 visitatori per volta debitamente distanziati.
Per i visitatori che vogliono effettuare la visita sabato o domenica è obbligatoria la prenotazione effettuata 24 ore prima telefonando al numero 0125 410512 in orario di apertura o inviando una mail a musei@comune.ivrea.to.it
www.museogardaivrea.it

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