Azienda Agricola Pozzo
Cantina
Viverone
BENVENUTI ALL’AZIENDA AGRICOLA POZZO
L’Azienda Agricola Pozzo si trova a Viverone, caratteristico paese in Provincia di Biella, che dalla collina arriva sino alle rive dell’omonimo lago. Meta turistica del Canavese è il luogo giusto per trascorrere ore rilassanti godendo di un bellissimo panorama e praticando molte attività outdoor. Nella quiete della natura canavesana il piccolo borgo mette al servizio di chi vi si reca ristoranti e locali pubblici che rendono ancora più piacevole il soggiorno.
AZIENDA AGRICOLA POZZO
Una storia di famiglia
La collina di Viverone è parte integrante di uno dei “gioielli” geomorfologici del Canavese e del continente europeo: la Serra d’Ivrea; e proprio queste terre di origine morenica “ospitano” i vigneti, gli uliveti, i kiwi e le coltivazioni di crocus sativus della Famiglia Pozzo.
L’Azienda Agricola Pozzo è guidata da due donne, due sorelle, Claudia ed Elisa che hanno imparato dai nonni quanta soddisfazione diano l’impegno e la fatica e anche l’orgoglio e l’amore per la terra che coltivano.
Passione per il territorio, che si rivela nell’attenta cura che viene dedicata alle coltivazioni dell’azienda e si rinnova con l’adesione alle normative CEE per il rispetto dell’ambiente e del corretto “lavoro in cantina”, così come l’attenzione particolare ai processi di produzione e lavorazione.
“Da mio nonno Marcellino ho imparato a potare le viti; anche se è un lavoro che si fa nei mesi più freddi, è quello che preferisco, perché, oltre ad essere la base tecnica per i germogli e la fruttificazione dell’anno successivo, mi piace esteticamente “aggiustare” le piante, cercare di dare loro anche un equilibrio visivo.” Elisa Pozzo
La potatura viene effettuata a mano e non sono utilizzati diserbanti, le attrezzature e le attuali tecniche di vinificazione sono abbinate all’esperienza delle tradizioni tramandate da generazioni e tutta la famiglia partecipa alle attività quotidiane così come avveniva in passato.
Tanto amore per i terreni che producono i kiwi Hayward, le uve per i premiati vini della Cantina e la voglia di sperimentare con i nuovi impianti di ulivi e con i bulbi di zafferano.
Su questi terreni morenici i vigneti dell’azienda ereditati dai nonni sono, come da tradizione, impostati a pergola, mentre altri di nuovo impianto utilizzano il sistema a guyot; situati sulle colline moreniche che si affacciano sul lago di Viverone, godono di un microclima ideale per la coltivazione delle uve.
I VINI
All’Erbaluce di Caluso DOCG prodotto in azienda è stato dato un nome particolarmente significativo per i vignaioli: “Reirì”. In piemontese questa parola significa “diradare”, una delle fasi fondamentali del ciclo delle lavorazioni in vigna, richiede infatti una particolare attenzione perché si eliminano le foglie e i grappoli meno belli per consentire a quelli rimasti di godere di una maggiore esposizione al sole e un miglior riciclo d’aria.
100 % di uve Erbaluce utilizzo della tecnica della criomacerazione, le bucce rimangano a contatto con il mosto per 12 ore ma non si avvia la fermentazione, questo processo permette di estrarre gli aromi e ottenere così un bouquet più ricco di profumi.
“Reirì” anche per la versione Erbaluce di Caluso DOCG Spumante. La lentissima rifermentazione del vino Erbaluce avviene in bottiglia con l’aggiunta di uno speciale sciroppo, “liqueur d’expedition”, di lieviti selezionati e saccarosio, che favorisce all’interno della bottiglia stessa una pressione tale da conferire la formazione di minuscole bollicine. Il riposo del vino in cantina varia da un minimo di 36 mesi fino ad un massimo di 5 anni.
Nella Cantina Pozzo viene anche prodotto uno spumante metodo martinotti di Erbaluce, con rifermentazione di 7 mesi in autoclave, il “Martin.it”: omaggio all’inventore italiano di questa spumantizzazione e all’effervescenza, la “frizzantezza” (!) che si prova quando ti punge un “martinit” in dialetto piemontese le vespe di terra.
Al Caluso Passito DOCG è stato dato il nome di “L’Arbat” modo di dire dialettale che indica stare al sole. Per ottenere questo vino pregiato, la cui limitata produzione è dovuta all’accurata selezione dei grappoli di Erbaluce, che devono essere appunto esposti al sole, e alla sua resa: da 1 quintale di uva, tra appassimento e invecchiamento la resa finale è solo di 22-25 litri di vino.
Il Canavese Rosso DOC prende il nome dalle “masère”, i muretti a secco tipici del Canvese che ospitano i vitigni. Il vino rosso rubino è ottenuto dalla vinificazione di uve miste: barbera, nebbiolo, bonarda, freisa, croatina, provenienti dalle vecchie vigne a pergola.
Durante la fermentazione le bucce rimangono a contatto con il mosto per circa 10 giorni, in modo da trasmettere pigmenti e profumi, per ottenere un colore vivace e un bouquet di fragranze olfattive.
Ultimo nato in cantina questo vino rosato molto colorito non poteva che chiamarsi “Barùss”! In Canavese sta ad indicare una sfumatura che arrossisce e non poteva essere diverso per questo rosato che nasce da uve nebbiolo, barbera e erbaluce che sin dalla sua etichetta non passa inosservato!
Il “Ròch” in piemontese è la pietra, il sasso, presente in grande quantità nei terreni del Canavese. Il “Ròch” è un blend di Erbaluce e Canavese rosso distillati delicatamente a vapore sottovuoto e maturato in piccole botti di rovere. “X.O.” significa “extra old” e denota che l’invecchiamento a cui è stato sottoposto parte da un minimo di 6 anni.
“La Musiarà” in dialetto è la matta, talvolta magica, un po’ pazza ma saggia, allegra, che sorride al mondo, sia quello reale che quello immaginario proprio in cui vive.. chissà che non sorrida perché ha sorseggiato un bicchierino di grappa!
“La Musiarà” è un distillato di vinacce (o grappa o acquavite di vinacce) delle uve fatte appassire per ottenere il Passito di Erbaluce.
“Il piatto diVino”
CROSTATA CON KIWI E CREMA PASTICCERA AL PASSITO
Per la frolla:
- 300 g farina
- 150 g zucchero
- 150 g burro
- 1 uovo
- 1 tuorlo
- sale
Per la crema pasticcera al Passito:
- 4 tuorli
- 400 ml latte
- 1 bicchiere di Passito
- 60 g farina
- 120 g zucchero
- 6 kiwi
- 4 cucchiai di zucchero
Fate la pasta frolla: versate la farina sul piano di lavoro, fate un buco al centro e versatevi lo zucchero, il burro ammorbidito a pezzetti, l’uovo, il tuorlo e un pizzico di sale. Lavorate gli ingredienti fino ad ottenere un composto sodo ed omogeneo. Avvolgetelo in un foglio di alluminio e lasciatelo riposare per 30 minuti nella parte meno fredda del frigorifero.
Intanto fate sobbollire il latte e tenetelo da parte. Sbattete i tuorli in una casseruola alta con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso, poi aggiungete la farina passata al setaccio e mescolate bene per non formare grumi. Versate un poco alla volta il latte avendo cura di mischiare il tutto, e infine il Passito. Portate ad ebollizione su fuoco moderato. Cuocete qualche minuto sempre girando, finché la crema si addensa. Lasciate intiepidire. Nel frattempo pelate i kiwi, tagliateli a pezzi e poneteli in una casseruola con i 4 cucchiai di zucchero. Fate cuocere per circa 10 minuti per farli ammorbidire, poi frullateli e incorporateli alla crema pasticcera.
Stendete la frolla in una tortiera con le dita, schiacciandola bene e lasciando un bordino alto circa 2-3 cm sui lati. Bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta. Stendetevi dentro la crema pasticcera al Passito e kiwi e livellate con un cucchiaio.
Ponete in forno a cuocere a 180° per circa 45 minuti finché la frolla si colora e la crema si asciuga.
TIRAMISÙ’ ALL’ARANCIA ED ERBALUCE
Per 4 coppette:
- 250 g mascarpone
- 2 tuorli
- 100 g zucchero
- 6 savoiardi
- 2 arance non trattate
- mezzo bicchiere di Erbaluce
- 4 bugie
Sbattete in una ciotola i tuorli con lo zucchero e aggiungete il mascarpone. Grattugiate la buccia delle arance e amalgamatela con la crema.
Tagliate a metà le arance e spremetele. Mescolate il succo con l’Erbaluce e versatelo in un piatto fondo.
Spalmate un cucchiaio di crema sul fondo di ognuna delle 4 coppette. Spezzate i savoiardi a metà e bagnateli nel succo e vino, poi adagiate tre pezzi in ogni coppetta. Ricopriteli con la crema all’arancia. Ponete in frigo un’ora. Decorate con una bugia e servite.
IL CAPANNO
Vendita non solo in azienda agricola, ma anche al “Capanno”.
Il Capanno è sempre aperto il sabato e la domenica. Durante la bella stagione c’è anche l’AperiVino per gustare un aperitivo con i vini e i prodotti di stagione dell’azienda Pozzo, ma non solo perché ogni settimana una proposta golosa diversa aspetta chi si ferma al Capanno!
Si trova sulla Strada Provinciale 8 dopo una bella passeggiata lungo lago una sosta al Capanno per un aperitivo o una merenda con il “bucùn” del giorno accompagnato dai vini della Cantina… dalle proposte più semplici e naturali panino di salame e burro di malga, matôta (fiore di zucchino ripieno), torta salata alle erbette e formaggio fresco morbido con bagna cauda… a quelle più gustose come il budino di cioccolato con pere e savoiardo all’Erbaluce, o lo zabaione tiramisù al Passito e lamponi!
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Ultimo aggiornamento: 19.12.2019