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Chiese Barocche tra Valchiusella e Valle Dora Baltea


Gli appuntamenti dell’iniziativa Chiese Barocche tra Valchiusella e Valle Dora Baltea Canavesana 2023 prevedono la presentazione del libro “Chiese Barocche. Tra la Valchiusella e la Valle Dora Baltea Canavesana”, frutto della ricerca effettuata nel 2018, a cui fa seguito l’esposizione al pubblico della mostra itinerante “Chiese Barocche”, incentrata sulle principali caratteristiche dell’arte e dell’architettura religiosa barocca dell’area.

“Oggi l’iniziativa in programma– commenta Laura Salvetti presidente dell’Ecomuseo dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea – vuole dare seguito al progetto Chiese Barocche con una nuova fase che, dopo la raccolta dei dati e la pubblicazione del volume dedicato, metta in luce e permetta di diffondere quanto più possibile la scoperta di questo patrimonio ancora poco conosciuto e quasi inesplorato che costituisce un capitolo importante della storia della diocesi eporediese. L’obiettivo è quello di divulgare e diffondere il tema delle chiese barocche locali perché venga apprezzato ed avvicinato con sguardo nuovo sia da chi quei luoghi li vive quotidianamente, sia da appassionati ed esperti del settore. Diffondendo la conoscenza si richiama anche un turismo già uso alla visita delle grandi città, che vuole sentirsi scopritore di qualcosa di nuovo e privilegiato nel poterlo testimoniare.”

Il progetto Chiese Barocche tra Valchiusella e Valle Dora Baltea Canavesana intende quindi, attraverso queste azioni di sensibilizzazione e divulgazione, coinvolgere la popolazione con un duplice obiettivo: da un lato aumentare la consapevolezza nei confronti del patrimonio culturale locale, dall’altro stimolare la condivisione e partecipazione a future azioni di valorizzazione.

Il programma prevede le seguenti date:
17-18-19 Novembre – Casa museo Ka ‘d-Mezanis – Rueglio (TO)
24-25-26 Novembre – Salone Ecomuseo – Chiaverano (TO)
7-8-9-10 Dicembre – Sala Consiliare del Palazzo Comunale- Quincinetto (TO)

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Pimpa alla scoperta del primo Parco Nazionale


“Pimpa va al Gran Paradiso” è la nuova guida pensata per i giovani turisti che nasce dalla collaborazione tra Franco Cosimo Panini Editore con l’Ente Parco Nazionale Gran Paradiso con l’intento di avvicinare i più piccoli alla natura e alla biodiversità del Parco.

Il personaggio e le illustrazioni di Francesco Tullio-Altan si muovono sullo sfondo di straordinarie fotografie che mostrano la bellezza delle Alpi in tutte le loro sfumature. Attraverso le pagine del libro, Pimpa scopre i diversi ambienti naturali dell’ecosistema montano e interagisce con la flora e la fauna dell’area protetta, facendo conoscere al lettore le caratteristiche salienti delle cinque vallate del Parco coinvolgendolo attraverso il gioco.

La guida è ricca di contenuti e sensibilizza il bambino al rispetto per l’ambiente mostrando come riconoscere le piante e le loro proprietà, i segreti dei fiumi, delle vette e tanto altro. Sarà lo stambecco, animale simbolo del Parco, ad accompagnare Pimpa in questo viaggio straordinario e la farà conoscere anche gli altri animali che ci vivono come lupi, marmotte, aquile e lontre.

All’interno della guida sono proposte diverse attività che rendono ancora più avvincente ed emozionante la scoperta di questi luoghi. Per arricchire l’esperienza, nel libro ci sono adesivi colorati da utilizzare sia per personalizzare la propria guida sia come ricordo indimenticabile di un viaggio fantastico.

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Quattro concerti per i Colori di Settembre 2023


Ancora una volta il mese di settembre si colora di note grazie alla quinta edizione della rassegna musicale I Colori di Settembre, organizzata dall’associazione Il Timbro.

La rassegna partirà da Villa Pasta (Castello Basso) a Burolo, poi il Teatro Bertagnolio di Chiaverano, la millenaria Chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo a Bollengo e la barocca chiesa Parrocchiale di San Martino ad Albiano d’Ivrea, sede dell’appuntamento conclusivo.

Protagonisti, come sempre nelle scelte operate dal Maestro Stefano Musso, ideatore e direttore della rassegna, saranno giovani musicisti già affermanti a livello internazionale, che proporranno repertori e strumenti diversi, accomunati dall’altissimo livello delle loro interpretazioni.

Sei artisti provenienti da diverse nazioni  incastoneranno le loro esibizioni in piccoli gioielli del Canavese, seguendo l’ormai collaudata formula della rassegna “I Colori di Settembre”, che porta i concerti nei comuni che costellano la pendice canavesana della Serra Morenica: alcuni più noti, altri meno, ma sempre intrisi di una storia legata al territorio, che ben si sposa con il respiro internazionale dei concerti che ospitano.

Programma rassegna

  • Francesco Stefanelli

    Sabato 9 settembre (ore 21) – Villa Pasta, Burolo

    Uno dei più promettenti giovani violoncellisti della sua generazione, Francesco Stefanelli si sta perfezionando con Jens Peter Maintz presso la Escuela Superior de Musica Reina Sofia di Madrid. Ha ricevuto numerosi premi in prestigiosi concorsi quali il “Krzysztof Penderecki Cello Competition” di Cracovia, l’”Antonio Janigro” in Croazia ed il “Rahn Music Prize” di Zurigo.
    A Burolo porterà brani di Bach, Crumb, Penderecki e Britten.

  • Duo Claude (Pasquale Allegretti Gravina, violino – Wataru Mashimo, pianoforte)

    Sabato 16 settembre (ore 21) – Teatro Bertagnolio, Chiaverano

    Fondato in seno all’Accademia “Incontri col Maestro” di Imola sotto la guida del M. Zuccarini, il Duo Claude si è subito imposto all’attenzione del pubblico esibendosi al fianco di interpreti quali Pinchas Zukerman e Boris Belkin; formazione selezionata dal “Quartet and Chamber Music Forum”, sarà presente nel cartellone di alcune fra le più importanti istituzioni italiane e tedesche per la stagione 23/24.
    Il programma spazierà da Beethoven a Debussy e Brahms.
    Il concerto è organizzato in collaborazione con Roero Cultural Events

  • Giacomo Susani

    Sabato 23 settembre (ore 21) – Chiesa romanica dei Santi Pietro e Paolo, Bollengo

    Chitarra d’oro 2022 e 2023, Giacomo Susani è fra i chitarristi più attivi della sua generazione; oltre ad un’intensa attività concertistica che lo vede ospite di alcuni dei più importanti festival europei ed americani (debutterà come solista con orchestra presso la Carnegie Hall di New York nella prossima stagione), la sua dedizione per la composizione lo ha portato ad ottenere riconoscimenti quali il “Respighi Prize” di New York ed il sostegno di importanti istituzioni quali “The Julian Bream Trust”, “The Countess of Munster Musical Trust” (Star Award), “The Park Lane Group”.
    Nel programma del concerto le composizioni di Susani saranno intervallate da brani di Frescobaldi, Sor e Ponce.

  • Aka Duo (Seina Matsuoka, violino; Kiguchi Yuto, pianoforte)

    Venerdì 29 settembre (ore 21) – Chiesa Parrocchiale di San Martino, Albiano d’Ivrea

    Vincitori dell’International Chamber Music Competition “Pinerolo e Torino Città metropolitana” 2023, i giapponesi Matsuoka Seina e Kiguchi Yuto sono residenti a Vienna, dove seguono il Postgraduate Course in musica da camera con i M.Stefan Mendl e Peter Schuhmayer; fra i vari concorsi vinti, il più recente è l’International Competition for Polish Music (luglio 2023). Suonano in duo stabile dal 2018 e dal loro repertorio proporranno, per “I colori di Settembre”, Elsner, Magin, Weinberg, Saint-Saëns e Strauss.
    Il concerto è organizzato in collaborazione con l’Accademia di Musica di Pinerolo.

locandina_i colori di settembre_2023

Info

Tutti i quattro concerti sono a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per informazioni e/o prenotazioni:
– associazioneiltimbro@gmail.com
– tel 3470384687

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“Il fascino delle biblioteche” e “Pop up” due nuove mostre a Palazzo Giusiana

Palazzo Giusiana, sede di Ivrea Capitale italiana del libro, ospita due nuove mostre: “Il fascino delle biblioteche”, che espone le fotografie di Massimo Listri dedicate ai luoghi della lettura per eccellenza, le biblioteche, e di “Pop up” con le opere ironiche e pungenti di Giuseppe Veneziano, che indaga la società traendo spunto dalla storia dell’arte, dalla cronaca, dalla politica, o da film.

Come nelle occasioni precedenti, le mostre sono uno spunto per riflettere sul rapporto tra il libro e gli altri mondi culturali, in particolare l’arte. Un vero e proprio percorso che la curatrice ha costruito a partire da Deus ex littera (opere di Massimo Giannoni e Paolo Amico) fino a Vane, vanitas, vittoria (opere di Nicola Bolla e Andrea Chisesi) fino alla mostra dedicata a Igor Mitoraj in piazza Ottinetti. Da non dimenticare, nel più ampio dialogo tra l’arte e la parola, il ciclo di esposizioni Olivetti e la cultura nell’impresa responsabile al Museo Garda; in questo momento, in corso fino al 26 marzo, Astrattismo e informale nella collezione Olivetti e nella collezione civica.

Biblioteca dell’Abbazia di Kremsmunster, Austria, 1994 – foto di Massimo Listri

L’artista protagonista della mostra Il Fascino delle Biblioteche è il fotografo Massimo Listri, il quale è stato scelto per i suoi bellissimi scatti dedicati alle biblioteche volti a valorizzare i luoghi deputati alla lettura, dopo un anno vissuto da Capitale italiana del libro. Ivrea si è proposta come esempio per tutta la Nazione per la promozione del libro e della lettura ed è centro rete di 75 biblioteche per un bacino d’utenza di 240.000 abitanti.
La mostra rappresenta un cammino alla scoperta delle più belle biblioteche del mondo. In esposizione sarà presente una selezione di 18 fotografie di grandi formati ed in particolare: la Biblioteca Marciana II, Venezia; la Biblioteca Real, Gabinete de Leitura II, Rio de Janero; la Biblioteca di Mafra IV, Portogallo; la Biblioteca di Metten, Germania; la Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano; la Biblioteca di Melk, Austria; la Biblioteca Laurenziana I, Firenze; la Biblioteca di Imola, la Biblioteca di Taipei, la Biblioteca Accademia delle Scienze II, la Biblioteca di Coimbra, la Biblioteca Casanatense, la Biblioteca Riccardiana; la Biblioteca Palermo, la Biblioteca a Palazzo Altieri II, Roma; la Biblioteca Girolamini, Napoli; la Biblioteca dell’Abbazia di Kremsmunster, Austria; nonché la Biblioteca di St. Gallen, Svizzera.
Un affascinante viaggio per immagini affidato all’obiettivo di Listri, capace di catalizzare suggestioni e di evocare mistero e nostalgia. Listri si definisce un autodidatta, influenzato dal rigore di Piero della Francesca o di Veermer e da registi come Antonioni o Bergman. Di fondamentale importanza è stato l’incontro con l’editore Franco Maria Ricci che gli permise di fare il tipo di fotografia che voleva (grandi interni, musei e luoghi sconosciuti e desueti).
La maestria con la quale realizza gli scatti gli proviene da una particolare sensibilità che gli permette di “saper” vedere oltre le cose che gli si presentano, cogliendone l’anima e l’essenza con un particolare gusto per il bello, riuscendo ad emozionare lo spettatore.

L’artista protagonista della mostra Pop up è Giuseppe Veneziano, una figura di spicco dei gruppi artistici italiani New Pop e Italian Newbrow, che indaga la società traendo spunto dalla storia dell’arte, dalla cronaca, dalla politica, o da film e crea delle opere ironiche e pungenti.
La mostra propone i quadri che negli anni sono stati realizzati dall’artista nei quali la scrittura o il libro sono protagonisti. In esposizione sarà presente una selezione di 9 opere e precisamente La Madonna del pipistrello, La Madonna del cannolo, Love is losing game, dantealighieri@virgilio.it, www.sangerolamo.com/la bibbia, La morte del ragno, Charles Bukowski, Andrea Pinketts, Charles Baudelaire.
Un percorso accattivante in cui ci si imbatte nell’opera titolata dantealighieri@virgilio.it: la rappresentazione moderna e contemporanea del Sommo Poeta, Dante Alighieri, rappresentato seduto con un personal computer sulle ginocchia mentre sta scrivendo la Divina Commedia. Troviamo poi l’opera www.sangirolamo.com/la bibbia, che riprende il quadro del Caravaggio San Girolamo Scrivente”, ove il Santo è intento a tradurre la Bibbia dall’aramaico al latino e dal latino al digitale. Sono esposte altre opere come La Madonna del Cannolo rappresentata davanti al leggio mentre legge le Sacre Scritture, che riprende l’Annunciazione di Antonello da Messina. Segue L’Uomo Ragno nelle vesti di Marat, intento a scrivere il suo ultimo messaggio rappresentato dal testo della canzone The End dei Doors: una rivisitazione della famosa opera di David La Morte di Marat. Mentre la Madonna del Cardellino di Raffaello, diventa per Veneziano La Madonna del Pipistrello, animale tenuto in mano dal piccolo Batman (San Giovanni) con accanto il Piccolo Superman (Gesù Bambino). Troviamo inoltre Amy Winehouse che abbraccia un teschio ed un libro in un unico gesto e riprende una vanitas del ‘600. Terminano la carrellata tre ritratti degli scrittori preferiti dell’Artista a cui ha voluto rendere omaggio: Charles Bukowski, Andrea Pinketts, Charles Baudelaire, che hanno il filo conduttore di essere Poeti Maledetti”.

dantealighieri@virgilio.it - opera di Giuseppe Veneziano

dantealighieri@virgilio.it – opera di Giuseppe Veneziano

In mostra anche alcuni libri sulla Pop Art, facenti parte del Fondo A della Biblioteca Olivetti (25.000 volumi), donato al Comune di Ivrea nel 1972, in relazione al quale, in occasione dell’assegnazione del titolo di Capitale Italiana del Libro, è iniziata la catalogazione su rete nazionale da parte del Comune di Ivrea, che ha già coinvolto ben un terzo delle opere.

Evidenzia l’Assessore alla cultura di Ivrea, Avv. Costanza Casali “La mostra Il Fascino delle Biblioteche rappresenta un importante tassello all’interno della programmazione di Capitale Italiana del Libro, poiché abbiamo posto al centro del nostro dossier di candidatura la realizzazione della nuova Biblioteca di Ivrea, intesa in chiave moderna come Polo Culturale. Al termine di quest’anno vissuto da Capitale lasceremo in eredità, oltre al manifesto per il futuro del libro, anche lo studio Groma, che pone le linee guida per il progetto architettonico della nuova Biblioteca Civica della Città. Ecco che allora gli scatti di Massimo Listri acquistano un significato ancora più pregnante e sono importanti non solo dal punto di vista artistico ma anche culturale: essi sono una testimonianza storica di immenso valore. Le fotografie in mostra immortalano le più belle ed affascinanti biblioteche del mondo, rappresentano una parte importante della nostra storia, frutto delle esigenze di una certa società, del modo di intendere la cultura ed il libro, ci raccontano di come eravamo abituati a viverle. Oggi è tutto cambiato ed in continua evoluzione, ma le Biblioteche di Listri resteranno immortali.”
Prosegue a proposito di Pop up di Giacomo Veneziano: “La sede di Capitale Italiana del Libro, a Palazzo Giusiana, dedicherà una nuova sala alla Pop Art. L’artista protagonista della mostra Pop up, è Giuseppe Veneziano, il quale si colloca tra i principali esponenti italiani del New Pop e Italian Newbrow. Una mostra ironica, per tutti, che reinterpreta in chiave moderna grandi personaggi, legati alla religione, musica e letteratura. Essa fa parte del ciclo arte moderna e letteratura, ove al centro vi sono i libri. In tale occasione, anche la sala dedicata al Fondo A della biblioteca Olivetti sarà arricchita di nuove e prestigiose edizioni legate alla Pop Art e alle biblioteche.”

INFO:

Dal 18 marzo 2023 al 14 maggio 2023
Inaugurazione sabato 18 marzo 2023, ore 17,30
Orari di visita: sabato, domenica e festivi: 10-13 e 15-18

ivreacapitaledellibro.it

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Il Santuario di Monte Stella protagonista di un documentario

Il Santuario di Monte Stella è protagonista di un documentario in cui si traccia la storia e si approfondiscono le vicende di questo sito dedicato alla Madonna tanto caro non solo agli eporediesi, ma conosciuto e visitato anche da molti canavesani.

Un’operazione, che ancora una volta, vede al centro le bellezze del nostro territorio con l’intento di conoscere e valorizzare luoghi, persone e associazioni. La collina di Monte Stella, la Cappella dei Tre Re e la chiesa dedicata alla Madonna del Monte sono ancora oggi un luogo di preghiera e un esempio di devozione, lo dimostrano le partecipate messe e processioni che continuano ad essere celebrate nel Santuario.

Le riprese con il drone aggiungono fascino all’intero Santuario, così come le fotografie d’epoca messe a disposizione dall’Associazione Monte Stella.

Il documentario è realizzato da Masterblack con la regia di Andry Verga, grazie al sostegno della Fondazione CRT e vede la collaborazione dell’Associazione Artistico Culturale “Il Diamante”.

Link al video su YouTube – Canale Diocesi di Ivrea

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Al Museo Garda “I negozi Olivetti. Poter scegliere la bellezza”

Sarà visitabile al Museo Garda di Ivrea sino al 31 dicembre 2022 la mostra “I negozi Olivetti. Poter scegliere la bellezza”.

La mostra propone un avvincente percorso dei punti vendita Olivetti con allestimenti evocativi degli spazi, corredati da immagini fotografiche che rievocano l’incanto, la bellezza e la sorprendente capacità di unire architettura, tecnologia e arte in un unico ambiente.

Un percorso di forte impatto emozionale dal primo approccio, che propone in sequenza il negozio di Venezia progettato da Carlo Scarpa nel 1957, quello di New York aperto sulla Quinta Strada nel 1954, firmato dallo studio BBPR, e lo spazio scintillante di Parigi progettato da Gae Aulenti nel 1967.

C.Scarpa_negozio-Olivetti-Venezia_fotoPaoloMonti_1959_©AssociazioneArchivioStoricoOlivetti-Ivrea

Oltre alle evocazioni suggerite dall’allestimento, le atmosfere dei negozi e l’incanto che si poteva vivere al loro interno sono restituiti da immagini fotografiche realizzate da grandi nomi della fotografia italiana e straniera. Le stampe originali di Ugo Mulas, Marco Ambrosi e Paolo Monti illustrano il negozio di Venezia, mentre il fascino del negozio sulla Fifth Avenue è restituito dalle fotografie di Erich Hartmann, Ezra Stoller e Hans Namuth. Il negozio parigino è ritratto nelle fotografie di Rolly Marchi e prende vita nello slide show di diapositive di Reggie Jackson e Jean-Louis Bloch Lainé. In tutti gli ambienti si possono ammirare le macchine per scrivere e i prodotti storici Olivetti esposti.

Il percorso prosegue attraverso lo sviluppo storico dei negozi, a partire dagli anni ’30 con lo showroom del punto vendita di Torino progettato da Xanti Schawinsky, arricchito dalle locandine pubblicitarie dedicate alla macchina per scrivere Studio 42 progettata da Ottavio Luzzati nel 1935. A seguire, i progetti dei negozi italiani e stranieri del dopoguerra, aperti negli anni ’40 e ’50 e progettati da Gian Antonio Bernasconi, per arrivare al negozio di Roma progettato da Ugo Sissa nel 1946 e caratterizzato dal grande affresco di Renato Guttuso, ora ospitato all’interno degli spazi dell’Officina H di Ivrea.

Un viaggio in America ci porta negli anni ’50 ad ammirare i negozi di Chicago e San Francisco, progettati da Leo Lionni e Giorgio Cavaglieri. Proseguendo, ci immergiamo nell’estrosità dei progetti realizzati dall’artista Egidio Bonfante tra gli anni ’50 e i ’60.
Torniamo poi a Parigi con il negozio di Franco Albini e Franca Helg nel 1959, corredato da fotografie di Richard Blin e, a seguire, altri negozi europei sorti negli anni ’60, da quello di Düsseldorf, progettato da Ignazio Gardella, a quello nel palazzo della Hispano Olivetti di Barcellona dello studio BBPR tra 1959 e 1964 e ritratto nelle immagini di Ezio Frea. Ci spostiamo a Milano nello storico negozio in Galleria Vittorio Emanuele per ammirare l’allestimento dei primi anni Sessanta di Giovanni Pintori in una foto di Ugo Mulas.

Il percorso, tra ambienti e progetti che a fine anni ‘60 annunciano un nuovo grande lavoro di codifica da parte dell’architetto Hans von Klier e dei suoi collaboratori, a testimonianza di un’ulteriore evoluzione del linguaggio, si conclude con un salto a ritroso nel tempo: il negozio di Napoli, ideato da Piero Bottoni in collaborazione con Marco Pucci e Marcello Nizzoli nel 1937-38. Qui un’anteprima di grande rilievo attende il visitatore: dopo il ritrovamento e il restauro effettuato presso il Centro di Conservazione e Restauro de La Venaria Reale di Torino, è visibile la statua in gesso La Donna Volante, realizzata dall’artista berlinese Jenny Wiegmann Mucchi. La Donna Volante si trovava nella vetrina del negozio Olivetti di Napoli; le mani della figura di donna modellata nel gesso, calata dall’alto, convergevano sulla macchina per scrivere M40. I bombardamenti di Napoli del 1943 arrecarono gravissimi danni al negozio e nel dopoguerra, l’angelo onirico di Jenny Wiegmann Mucchi risultava scomparso. Per molti anni, le sorti della statua sono state avvolte nell’oblio, fino a quando è stata ritrovata a Ivrea, in un solaio della fabbrica di mattoni rossi, il 22 novembre del 2019. Il minuzioso restauro e questa quarta mostra dedicata al patrimonio architettonico e artistico Olivetti permettono al pubblico di ritrovare l’incanto e il senso magico di un’opera che ben rappresenta una bellezza senza tempo e senza confini come quella dei negozi Olivetti.

  • BBPR_Negozio-Olivetti-NY_1954_C.Nivola_sand-cast_cartolina_©AssociazioneArchivioStoricoOlivetti-Ivrea

    New York

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    ©AssociazioneArchivioStoricoOlivetti-Ivrea

  • Negozio-Olivetti-Chicago_Leo-Lionni_1952_Olivetti1908-1958_©AssociazioneArchivioStoricoOlivetti-Ivrea

    Chicago

    Negozio-Olivetti-Chicago_Leo-Lionni_1952_Olivetti1908-1958
    ©AssociazioneArchivioStoricoOlivetti-Ivrea

  • Von-Klier_Negozio-Olivetti-di-Sidney_1972

    Sidney

    Von-Klier_Negozio-Olivetti-di-Sidney_1972

Con la mostra dedicata ai Negozi Olivetti, infatti, si è giunti al quarto appuntamento del ciclo di sei mostre previste dal progetto Olivetti e la Cultura nell’impresa responsabile, un programma pluriennale di iniziative curate dal Museo Civico della Città di Ivrea, in collaborazione con l’Associazione Archivio Storico Olivetti, per rendere fruibili al grande pubblico le opere d’arte della raccolta Olivetti, oggi di proprietà Tim, in stretta relazione con la documentazione storica che ne ricostruisce i processi di produzione culturale. Si tratta di un patrimonio di documenti, filmati e fotografie, che la società Olivetti ha commissionato e acquistato negli anni e che riconosce il valore della cultura come fattore di crescita della società, dalla fabbrica al territorio. Questa iniziativa rientra nell’accordo siglato lo scorso febbraio dal Comune di Ivrea, quale capofila, dall’Associazione Archivio Storico Olivetti, TIM e Olivetti, che ha l’obiettivo di valorizzare e rendere disponibile la raccolta di opere d’arte dell’azienda di Ivrea.

Il progetto espositivo è evocativo, corredato da elementi scenografici e completato da video e slide show. Il coordinamento, l’organizzazione della mostra e la progettazione dell’allestimento sono stati curati da Costanza Casali, mentre il progetto scientifico è stato curato da Paola Mantovani e Marcella Turchetti.

Il Sindaco Stefano Sertoli esprime il suo compiacimento “Ci apprestiamo a inaugurare la nuova mostra al Museo Civico Garda dedicata ai negozi Olivetti. Si tratta di un evento importante che valorizza una visione tra le più note del mondo Olivetti in cui il design, l’architettura e la comunicazione hanno trovato la massima espressione in luoghi cittadini di grande interesse, Venezia, New York, Düsseldorf e diverse altre città, con l’intervento di primari studi di architettura, designer e artisti tra cui, ad esempio, Figini e Pollini, Schawinsky, Nizzoli, Sottsass jr, BBPR, Scarpa, Gae Aulenti, Nivola. Un altro grande evento a Ivrea che in questi anni ha visto accrescere la propria visibilità tra l’altro con il sito Patrimonio Mondiale e con la Capitale del Libro 2022”.

In occasione di questo quarto appuntamento, l’Assessore alla Cultura Costanza Casali esprime tutta la soddisfazione per un progetto fortemente voluto: “È una grande emozione poter inaugurare una mostra sfidante e impegnativa come quella dedicata ai negozi Olivetti. Nello studio di questo allestimento, è stato necessario confrontarsi con il ruolo centrale dell’architettura e i veri protagonisti di questi fantastici scenari: le macchine per scrivere e gli articoli Olivetti. Evocare e riprodurre uno stile di vita e di produzione significava renderlo fedele all’immaginario e al ricordo di chi lo ha vissuto in varia misura ma anche accessibile alle generazioni più giovani. La scelta è stata quella di operare una sorta di trasposizione drammaturgica di una vicenda e di un racconto che non ha tempo e che continua a emozionare e porsi come modello di ispirazione per architetti, imprese e mondo dell’arte. Abbiamo colto questa sfida con coraggio e un po’ di follia, nei prossimi mesi attenderemo i riscontri dei visitatori che verranno a rivivere con noi un’esperienza unica. I negozi Olivetti non erano spazi di vendita ma veri luoghi di bellezza, in cui fare esperienza diretta di un modo di lavorare finalizzato al miglior risultato nel rispetto dell’etica e dei valori umani. Se per qualche ora riusciremo a far vivere questo senso di bellezza nei visitatori, potremo dire di essere riusciti nel nostro intento”.

“Un emozionante giro del mondo attraverso la bellezza, uno degli punti fondamentali e universalmente riconosciuti dello Stile Olivetti, che continuerà ad essere uno degli elementi di valorizzazione turistica e culturale del territorio” dice Gaetano di Tondo, Presidente Associazione Archivio Sorico Olivetti e VP, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne. “La creatività, la bellezza dei prodotti, degli edifici, della comunicazione nella tradizionale cultura Olivetti dimostrano quanto le scelte estetiche in tutte le aree di attività erano considerate importanti quanto le scelte tecnologiche, portando sempre a concepire ogni
nuovo prodotto con interazioni facili e piacevoli, venduti in vetrine altrettanto innovative”.

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12 libri per 12 mesi: in mostra i libri strenna Olivetti

Da sabato 18 giugno 2022 a domenica 16 ottobre 2022 sarà possibile visitare, presso il Museo Garda,  la mostra “Dodici libri per dodici mesi”.

Inaugurazione sabato 18 giugno alle ore 18 per l’esposizione dedicata ai libri strenna della collezione Olivetti, di cui ricorrono i 50 anni dalla prima pubblicazione. In occasione dell’inaugurazione, che si integra con le iniziative previste durante il fine settimana per celebrare l’apertura dell’anno di Ivrea Capitale italiana del libro 2022, il museo resterà aperto con ingresso gratuito fino alle ore 22:00.

I libri strenna nascono da una visione di Giorgio Soavi – scrittore, poeta e giornalista allora art director in Olivetti – che ideò la collana nel 1972 con un’edizione de Le avventure di Pinocchio di Collodi illustrate da Roland Topor.

Il libro, come quasi tutti quelli che seguiranno, sarà realizzato in grande formato per dare il maggiore risalto possibile alla riproduzione dei disegni, eseguita con estrema cura e tecnica raffinata. A racchiudere in uno scrigno di bellezza i preziosi volumi, una copertina telata in vari colori. I libri strenna si sono subito affermati come oggetti unici, da consultare con occhi sognanti ma anche ammirare, conservare e collezionare. 

Sono stati selezionati sei libri per ragazzi e sei testi di narrativa classica, in modo da offrire un panorama completo della meravigliosa produzione delle chine, acquerelli, tempere, che negli anni hanno illustrato il tradizionale dono natalizio pubblicato dall’azienda.

La mostra propone una rilettura delle Avventure di Pinocchio di Collodi attraverso le illustrazioni di Roland Topor, artista francese con radici nell’ebraismo polacco, definito mangiafuoco dell’arte, supremo iconoclasta, esteta disfattista. Le sue illustrazioni ci offrono una visione di Pinocchio meno buonista e più mefistofelica, una narrazione che potrebbe dialogare con l’interpretazione cinematografica di Garrone e diametralmente opposta a una visione disneyana.

Il viaggio visionario prosegue attraverso i raffinati disegni dell’artista giapponese Kaneko Kuniyoshi che tratteggia una Alice nel Paese delle Meraviglie in bianco e nero. Illustrazioni che permettono di affiancarci alla protagonista che, sognando di seguire un coniglio bianco cade in un mondo sotterraneo caratterizzato da paradossi, nonsensi e assurdità, incappando nelle più improbabili disavventure.

Giovanni Grasso Fravega porta invece il visitatore nel magico mondo del Piccolo Principe attraverso i suoi personalissimi labirinti vegetali che intessono arazzi narrativi con richiami a personaggi ed episodi di questo intramontabile classico della narrativa mondiale.

Tra i diversi libri strenna Olivetti dedicati alla letteratura per ragazzi è stato scelto anche il libro Cuore di Edmondo De Amicis che Flavio Costantini ha svecchiato e trasportato nella contemporaneità attraverso le sue tempere, per proseguire poi nel’interpretazione di Tullio Pericoli del Robinson Crusoe in cui si stabilisce un perfetto equilibrio tra uomo e natura e tra personaggio e paesaggio. L’esplorazione della narrativa per ragazzi si chiude con le classiche Fiabe dei fratelli Grimm con l’esposizione di alcune illustrazioni a collage di Emanuele Luzzati.

Tra gli altri molteplici libri strenna pubblicati da Olivetti si è scelto Walden o la vita nei boschi di Henry D. Thoreau, un testo che è considerato uno dei primi testi che ha influenzato il pensiero ecologico contemporaneo: la natura e gli animali sono i protagonisti delle illustrazioni dell’artista americano Paul Davis che accompagnano il testo.

Il legame con la Natura prosegue attraverso i disegni di Bruno Caruso che dialogano con la raccolta di testi nel volume Del Giardino di Vita Sackville West.

Le opere di Ludmil Siskov proseguono il percorso attraverso dinamiche immagini che raccontano Il ritratto di Casanova di Arthur Schnitzler. Altro testo della letteratura europea scelto è Racconti di Pietroburgo di Gogol per il quale l’illustratore americano Milton Glaser ha saputo evocare atmosfere mitteleuropee.

L’Oriente irrompe attraverso il desiderio di Davide Pizzigoni di raccontare per immagini una storia di grande fascinazione per la città islamica piuttosto che una puntuale illustrazione delle Storie meravigliose da una Mille e una notte.

Questo viaggio immaginario nel mondo termina in America con le illustrazioni di Hans Hillmann che attraverso uno sguardo quasi cinematografico ci restituisce il mondo del Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald.

Sono oltre 150 opere disegni, tempere, acquerelli esposti in mostra insieme con una ricca selezione di documenti e libri che testimoniano la grande avventura olivettiana della pubblicazione dei libri strenna.

 Nel segno della continuità con Olivetti, TIM ha proseguito per alcuni anni la pubblicazione degli strenna, tra cui il Ritratto di Dorian Gray, edito nel 2004 e illustrato con carica visionaria dalle opere di Agostino Arrivabene, le cui tele originali saranno anch’esse in mostra.

Con la mostra dedicata ai libri strenna, si è giunti al terzo appuntamento del ciclo di sei mostre previste dal progetto Olivetti e la Cultura nell’impresa responsabile, un programma pluriennale di iniziative curate dal Museo Civico della Città di Ivrea, in collaborazione con l’Associazione Archivio Storico Olivetti, per rendere fruibili al grande pubblico le opere d’arte della raccolta Olivetti, oggi di proprietà Tim, in stretta relazione con la documentazione storica che ne ricostruisce i processi di produzione culturale.

Le parole dell’Assessore alla Cultura Costanza Casali illustrano il valore dell’iniziativa e della vocazione della città di Ivrea, sempre più orientata ai valori della cultura accessibile come potente strumento di crescita e inclusione: “Sono felice del successo che stanno ottenendo le mostre del ciclo “Olivetti e la cultura nell’impresa responsabile”. La lezione olivettiana è quanto mai attuale ed efficace: cultura, bellezza e responsabilità sono valori inscindibili, e permettono di dare forma a iniziative accessibili a un pubblico sempre più allargato, senza limitazioni di età o provenienza sociale e culturale. A crescere intorno alle iniziative culturali è una intera comunità, invitata a prendere parte agli eventi che hanno luogo nei musei e nei teatri, ma anche nelle strade e nelle piazze. Offrire a ogni cittadino la possibilità di prendere parte attiva a un processo di contribuzione e condivisione della propria esperienza, significa arricchire il patrimonio di tutti. La mostra è stata studiata appositamente per Ivrea Capitale Italiana del Libro 2022. Al centro c’è il libro, con la sua capacità di generare infinite possibilità creative, che escono dalla pagina per declinarsi in molte altre forme di arte, come le magnifiche illustrazioni in mostra. La mostra sarà, altresì, l’occasione per interrogarsi sul tema “iconico-sillabico”, che è uno dei tre approfondimenti previsti dal nostro dossier, per arrivare, alla fine di quest’anno vissuto da capitale, alla stesura del Manifesto per il futuro del Libro”. 

Dichiarazione Sindaco Stefano Sertoli: “Quale migliore mostra del progetto Olivetti e l’impresa responsabile in occasione dell’avvio ufficiale dell’anno di Ivrea Capitale italiana del Libro? Dodici libri per dodici mesi ben si inserisce infatti nel nostro programma. L’Amministrazione di Ivrea e gli uffici coinvolti stanno facendo un grande lavoro per un percorso che vede una successione di mostre che hanno trovato e trovano un importante riscontro di pubblico nazionale e anche internazionale”.

Gaetano di Tondo, Presidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti e VP, Communication & External Relations Director di Olivetti, ha dichiarato: “Dopo il grande successo delle due precedenti, siamo arrivati alla terza esposizione del percorso nato dal lavoro congiunto e proficuo tra TIM, Olivetti, Comune di Ivrea, Associazione Archivio Storico Olivetti e Museo Garda, realizzata apposta per l’anno in cui Ivrea è Capitale Italiana del Libro, che genererà Il Manifesto per il futuro del libro. Al centro del percorso narrativo  i famosi Libri Strenna Olivetti che ribadiscono il valore della cultura come strumento strategico dell’impresa e come fattore di crescita culturale della società attraverso un percorso che lega arte, testi, immagini con valenza culturale, sociologica, artistica. Anche in questo caso il percorso di valorizzazione continua con Olivetti grazie alla narrazione digitale e multimediale, in coerenza con l’attuale ruolo di Digital Company in ambito IoT del Gruppo TIM. Le mostre precedenti hanno confermato anche la capacità di essere un volano di attrazione  ulteriore ottima occasione per un turismo non solo di prossimità per il territorio canavesano”

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Storie di fili: mostra di marionette al Castello di Agliè

Il Castello di Agliè, residenza sabauda nel Canavese gestita dalla Direzione regionale Musei Piemonte del Ministero della cultura, ospita, fino a domenica 11 settembre 2022, Storie di fili. Mostra di marionette dalla collezione Marionette Grilli, a cura di Augusto Grilli e Mariarosa Scalero.

L’esposizione presenta infatti al pubblico marionette, oggetti e scenari appartenuti a importanti compagnie italiane dell’Ottocento, facenti parte della prestigiosa collezione della famiglia Grilli. Si compone così un viaggio fantastico attraverso i diversi momenti storici che hanno accompagnato la vita dell’uomo dalle sue origini ai giorni nostri, rappresentati nel magico mondo delle marionette.

Una vita in miniatura in cui si ritrovano tutti gli elementi della vita reale, offrendo al visitatore spunti di riflessione che conducono a livelli di lettura molteplici. Le marionette, che per secoli sono state foriere delle notizie del momento, come una sorta di antesignano telegiornale, suscitano ancora oggi forti emozioni nella loro fissa espressività scolpita in volto da mani sapienti, quasi taciti testimoni di epoche passate.

La mostra è stata resa possibile dalla collaborazione con l’Associazione culturale fondata da Augusto Grilli e da sua moglie Mariarosa che, oltre a occuparsi da anni di teatro di figura, ha riunito una collezione giunta ad annoverare circa 20.000 pezzi, un vero e proprio spaccato di storia in grado di riportare alla luce, dopo anni di oblio, piccoli capolavori legati non solo alla propria compagnia, ma anche ad altre famose compagnie marionettistiche.

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La Compagnia Marionette Grilli ha operato a partire dal 1978 portando in scena fiabe e numerosi spettacoli adatti a un pubblico più adulto, come ad esempio opere liriche e rievocazioni storiche torinesi, queste ultime anche orientate alla rivalutazione della figura di Gianduja secondo i canoni che ne segnarono la nascita nel 1808. Ha inoltre allestito molte mostre a temi diversi, non ultima l’esposizione Figures of dream, dedicata al teatro di figura orientale, realizzata nel 2017 nell’Emirato di Sharjah.

INFO

Orario mostra: sabato e domenica 9.00-12.00 / 14.00-18.00;

Visite guidate: sabato e domenica 14.30-16.00 / 16.30-18.00;

Biglietti: intero € 4,00; ridotto € 2,00 dai 18 ai 25 anni; gratuito per minori di 18 anni, possessori di Abbonamento Musei Piemonte, personale Ministero della Cultura, membri ICOM, giornalisti muniti di tessera professionale, persone con disabilità e relativi accompagnatori; ulteriori riduzioni e gratuità in base a disposizioni di legge e convenzioni;

Prenotazioni: drm-pie.aglie.prenotazioni@beniculturali.it – +39.0124330102

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Castrum Claustrum: Art Brut al Castello di Agliè

Da sabato 28 maggio a domenica 2 ottobre 2022 al Castello di Agliè si potrà visitare la mostra Castrum Claustrum: Art Brut. Visioni dalla parte dell’ombra, promossa in collaborazione con la Casa dell’Art Brut di Mairano in provincia di Pavia, centro per lo studio, la documentazione, la ricerca, la valorizzazione e l’esposizione dell’Art Brut e delle manifestazioni artistiche ad essa affini.

Curata da Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta e saggista, e Daniela Rosi, scenografa e curatrice che insieme all’architetto Francesca Fornasari ha progettato l’allestimento poi realizzato da Piet Paeshuyse, la mostra è interamente dedicata all’Art Brut che, secondo la definizione originaria di Jean Dubuffet, rappresenta un’espressione artistica originale e spontanea, pura e autentica, scevra da condizionamenti culturali.

 

Il percorso espositivo si snoda negli spazi dell’Ospedaletto, voluto negli anni della grande guerra dalla duchessa Isabella di Baviera, consorte del duca Tomaso di Savoia-Genova, per curare gli ufficiali feriti al fronte, seguendo l’esempio della regina Margherita e della regina Elena che avevano trasformato in “ospedali territoriali” rispettivamente alcuni ambienti di Palazzo Margherita e del Palazzo del Quirinale.

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In queste stanze piccole, luminose e tiepide anche in inverno, e dunque all’epoca ideali per la convalescenza, si presenta un nucleo di circa 150 opere, con importanti elaborazioni creative di autori italiani e internazionali non solo provenienti dalla Casa dell’Art Brut di Mairano, ma anche concesse in prestito da Galleria Gliacrobati, Forme In Bilico, Archivio Mai Visti – Città di Torino, Galleria Rizomi di Parma, nonché da collezioni private.

Si compone così un excursus che apre alla conoscenza di un’esperienza artistica nata dalla parte dell’ombra, lontano dalla luce di accademie e luoghi consacrati: l’Art Brut, come appunto fu chiamata dall’artista francese Jean Dubuffet nel 1945, un grande archivio dell’immaginario già in grado di ispirare sin dai primi anni del Novecento i protagonisti dei movimenti di Avanguardia.

Nelle stanze dell’Ospedaletto si alternano opere di autori storici e contemporanei, restituendo un’arte capace di rivelare “la natura delle cose”, visionaria, dal segno immediato e sorprendente, figlio della migliore libertà espressiva. L’Art Brut è oggi un campo dai confini mobili che attraversa itinerari molteplici nel cuore della vita creativa, della vicenda umana e dei suoi scenari antropologici. Un viaggio nella libertà dell’immaginario che richiede, come ogni forma di espressione artistica, sguardi appassionati e una poetica della sospensione.

La mostra è completata da un programma di attività per il pubblico, con laboratori adatti a tutti (adulti e bambini) e visite guidate che si svolgono nell’ambito del progetto Per arte e per lavoro 2022, con il sostegno della Città di Torino, divisione Servizi Sociali, Socio Sanitari, Abitativi, Lavoro, Area inclusione Sociale, e in collaborazione con il Gruppo Formazione Lavoro della ASL Città di Torino.

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“Fotografare il Parco” le immagini vincitrici

“Fotografare il Parco” proclamate le immagini vincitrici

Scritto il 23 Febbraio 2021

Con oltre 3.300 immagini partecipanti si è conclusa la quattordicesima edizione di “Fotografare il Parco”, il concorso internazionale organizzato dai Parchi Nazionali dello Stelvio, Gran Paradiso, d’Abruzzo, Lazio e Molise e de la Vanoise, con il patrocinio di Alparc, Federparchi e la partecipazione del media partner La Rivista della Natura.

La scelta della giuria ha premiato con il primo posto assoluto “Giocando si cresce” di Valter Pallaoro, nel cui scatto si può vedere la tenerezza di due giovani ermellini che giocano con un fiore, e con il secondo posto la fotografia di Giuseppe Bonali trasforma una damigella in un’opera di astrattismo geometrico. Al terzo posto si è classificata la natura selvaggia della Valle del Gallo nel Parco Nazionale dello Stelvio di Luca Ronchi.

Tra le altre premiate l’incontro notturno tra una volpe ed un tasso, prima della categoria “Fauna selvatica del Parco”, l’impossibile scatto della saturnia del pero – una farfalla notturna – prima nella categoria “Micromondo del Parco e dettagli naturali”, e il raro incontro con una sassifraga al massimo della sua fioritura, terza nella categoria “Mondo vegetale del Parco”.

Mentre il Premio Speciale, interazione uomo e ambiente nel parco, vede protagonista il Colle del Nivolet nel Parco Nazionale Gran Paradiso nella fotografia di “Another world” di Fabrizio Micalizzi.

INFO

Another world – Colle del Nivolet – PNGP di Fabrizio Micalizzi

Le fotografie vincitrici e segnalate si possono vedere sul sito www.fotografareilparco.it

  • “Giocando si cresce”

    di Valter Pallaoro

    Primo posto assoluto
  • “Damigella”

    di Giuseppe Bonali

    Secondo posto assoluto
  • “Valle del Gallo”

    di Luca Ronchi

    Terzo posto assoluto

Il presidente della giuria, Lello Piazza, ha dichiarato: “In Italia l’informazione si occupa poco della Natura. Ciò rende ancora più prezioso questo concorso, giunto alla XIV edizione, che rivela al grande pubblico le bellezze dei paesaggi, i comportamenti degli animali e gli abiti colorati del manto vegetale di tre Parchi Nazionali del nostro Paese: Abruzzo, Lazio e Molise, Gran Paradiso e Stelvio, con l’aggiunta preziosa del Parc national de la Vanoise, oltre confine”.

Vincitrici assolute

1a Giocando si cresce di Valter Pallaoro
2a Damigella di Giuseppe Bonali
3a Valle del Gallo, Parco Nazionale dello Stelvio di Luca Ronchi

Paesaggi del Parco

Parco Nazionale Gran Paradiso:   Luce dirompente, Bois de Clin di Daniele Passoni

Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise:  Lights and clouds, Lago Vivo di Marco Antonini

Parco Nazionale dello Stelvio:   La finestra, Ghiacciaio dei Forni di Chiara Marveggio

Parc national de la Vanoise:   Potamogeton , Lac Perrin Supérieur di Valter Joannas

Fauna selvatica del Parco

1a Fighter di Lorenzo Shoubridge
2a Colazione in primavera di Gianluca Damiani
3a Gli occhi della natura di Fabio Massimo Turri

Micromondo del Parco e dettagli naturali

1a Night fligter di Lorenzo Shoubridge
2a Il genio scaltro della bellezza di Massimo Arcaro
3a Il direttore d’orchestra di Simone Giachello

Mondo vegetale del Parco

1a White umbrella di Marco Antonini
2a Dente di cane di Matteo Riccardo Di Nicola
3a Saxifraga florulenta Moretti di Vittorio Ricci

Premio Speciale
Another world, Colle del Nivolet, Parco Nazionale Gran Paradiso di Fabrizio Micalizzi

Segnalazioni
Sporofiti di Giuseppe Bonali
Iced moon, Valsavarenche, Parco Nazionale Gran Paradiso di Fabrizio Gottardi
Il dono di plastica di Roberto Melotti
Intrappolati di Giuseppe Bonali
Isola del Forcellone, Monte La Meta, Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise
di Daniele De Rubeis

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